🇸🇦⚡L'ARABIA SAUDITA AVEVA GIÀ PREVISTO UNA CRISI NELLO STRETTO DI HORMUZ 45 ANNI FA ⚡🇸🇦
Mentre gran parte del mondo continua a dipendere dallo Stretto di Hormuz per il trasporto del petrolio, l’Arabia Saudita aveva già previsto i rischi geopolitici legati a questo punto strategico oltre quattro decenni fa.
Negli anni ’80 il regno saudita ha infatti costruito una gigantesca infrastruttura energetica quasi lontano dai riflettori: un oleodotto lungo circa 1.200 chilometri che collega i giacimenti petroliferi del Golfo Persico alla costa del Mar Rosso.
Questa infrastruttura, conosciuta come East‑West Pipeline, permette al petrolio saudita di essere esportato direttamente verso i mercati internazionali senza passare attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo dettaglio è estremamente importante dal punto di vista strategico.
Oggi infatti circa il 20% del petrolio mondiale transita proprio attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei chokepoint energetici più critici del pianeta.
Qualsiasi crisi geopolitica nella regione — tensioni militari, blocchi navali o attacchi alle infrastrutture — potrebbe interrompere il traffico marittimo e provocare forti shock nei mercati energetici globali.
In questo scenario molti paesi esportatori resterebbero bloccati, con enormi conseguenze sui prezzi del petrolio e sull’economia globale.
L’Arabia Saudita, invece, grazie a questa pipeline strategica può aggirare completamente lo stretto e continuare a spedire il proprio greggio attraverso il Mar Rosso.
Quella che all’epoca sembrava semplicemente una grande opera infrastrutturale oggi appare come una delle mosse geopolitiche ed energetiche più lungimiranti mai realizzate nel mercato petrolifero globale.
#BREAKING #oil #arabiasaudita #HormuzStrait