🚨 BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ: PERCHÉ L’AVVISO IRANIANO È ESPLOSIVO PER IL MERCATO DEL PETROLIO 🚨
L’Iran ha trasmesso via radio nell’area del Golfo che “nessuna nave è autorizzata a transitare nello Stretto di Hormuz”, in risposta ai raid congiunti di Stati Uniti e Israele sul suo territorio.
Secondo funzionari della missione navale europea Aspides e di agenzie UE/UK, queste comunicazioni sono attribuite ai Guardiani della Rivoluzione e stanno raggiungendo le navi commerciali in transito.
Washington ha nel frattempo invitato le petroliere e il traffico commerciale a evitare il Golfo, segnalando il rischio di un’escalation diretta sul principale chokepoint energetico del pianeta.
Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo stretto tra Iran e Oman che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e quindi all’Oceano Indiano, unico sbocco per le esportazioni via mare di Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Iran e Emirati.
In media, circa 20 milioni di barili al giorno transitano da qui, pari a circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e a oltre un quarto del commercio petrolifero via mare.
Anche una quota significativa dell’export globale di gas naturale liquefatto (LNG), in particolare dal Qatar, passa da questo stretto, aumentando ulteriormente la posta in gioco per i mercati.
Alcune major oil e grandi trading house hanno già sospeso o ridotto i carichi che attraversano Hormuz per motivi di sicurezza, pur non risultando ancora un blocco fisico totale del traffico.
Una chiusura effettiva o anche solo un’interruzione prolungata trasformerebbe immediatamente la crisi militare in shock energetico globale, con forte volatilità sui prezzi del greggio, rischio di razionamenti e pressioni inflazionistiche sulle economie importatrici.
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