Nelle ultime ore si sta diffondendo sui social l’indiscrezione secondo cui il Venezuela potrebbe aver accumulato, negli anni, una riserva “occulta” di Bitcoin nell’ordine di 600.000 $BTC una cifra che, se confermata, collocherebbe Caracas tra i maggiori detentori della prima crypto al mondo.
La community sembra prendere questo scenario seriamente in considerazione.
Del resto, il governo degli Stati Uniti aveva accusato già diversi anni fa l’ex-presidente venezuelano Nicolás Maduro di aver accumulato miliardi di dollari in proventi petroliferi, riserve auree e altri asset statali, sottraendoli ai circuiti finanziari tradizionali. E secondo alcune fonti anonime in queste “riserve” rientrerebbe anche $BTC per eludere il controllo del Tesoro USA.
Tra il 2018 e il 2020, il Venezuela avrebbe liquidato circa 73 tonnellate d’oro, per un valore stimato all’epoca di $2,7 miliardi. Secondo un report di Whale Hunting, quel valore sarebbe stato successivamente trasformato in circa 400.000 $BTC
La restante parte della presunta riserva deriverebbe invece da proventi petroliferi più recenti. Nel corso del 2025, secondo queste ricostruzioni, il Venezuela avrebbe regolato fino all’80% delle esportazioni di greggio utilizzando Tether, per poi convertire i fondi in Bitcoin allo scopo di evitare congelamenti e sequestri legati alle sanzioni.
Nel complesso, le stime più speculative parlano di un patrimonio crypto compreso tra 600.000 e 660.000 BTC, per un valore teorico tra $56 e $67 miliardi ai prezzi attuali #venezuelaattacked #VenezuelaTensions
